mercoledì 5 dicembre 2012

La meravigliosa missione del maestro di danza


Per prima cosa vi annunciamo che è stata creata la pagina Facebook della Biblioteca Nazionale di Danza, qui di seguito il link accompagnato dal desiderio che ci seguiate numerosi:

Oggi pubblichiamo un testo inviatoci dalla Docente di Tecnica Accademica Manoela Caracciolo, che ringraziamo per il suo contributo, dal titolo La meravigliosa missione del maestro di danza.

La meravigliosa missione del maestro di danza
I maestri di danza possiedono la chiave di accesso sia per entrare nel profondo dell’anima e del cuore dei loro allievi per accenderne il talento, sia per plasmare il loro corpo mediante la tecnica, come lo scultore fa con la creta, sia per modellare il loro intelletto nella logica della coordinazione dei movimenti ed infine, attraverso una  rigorosa disciplina, per acquistare un profondo rispetto di se stessi e di conseguenza anche degli altri. La danza è un modo di essere, uno stile di vita: è l’unica arte che coinvolge tutto l’essere, è il corpo umano lo strumento di espressione e questo strumento va amato, rispettato, migliorato, ma soprattutto accettato con la esatta consapevolezza dei propri limiti e la trasformazione di essi in positivo. L’accettazione di sé e del proprio corpo in trasformazione è quindi autostima e consapevolezza. Facile è fare progressi con allievi dotati, non è merito del maestro la loro riuscita. La grandezza di un maestro è plasmare un fisico in difficoltà e tirarne fuori il talento. Da sfatare è l’erroneo pensiero che chi fa questo lavoro debba avere un atteggiamento arrogante, umiliante e punitivo. Io credo che questo nasconda invece frustrazione e insicurezza. Come nella vita, nell’insegnamento della danza si deve essere guidati dall’amore e dalla generosità. Per dare amore sotto forma di sapere ci vuole oltre che coraggio una grande preparazione metodologica e psicologica e soprattutto si deve continuare a studiare sempre, per poter trasmettere il sapere/sentire del corpo e dell’anima. L’ideale sarebbe che un insegnante si fosse realizzato come danzatore, per essere libero da ogni rimpianto e frustrazione e comunque non viva i suoi rimpianti privati ne rapporto con l’allievo, ma li trasformi in esperienza di vita. Se ognuno di noi riflettesse su tutto questo, pochi continuerebbero a fare questo lavoro, perché portato in negativo ci si potrebbe rendere conto di quanti danni fisici e psicologici si potrebbero fare sugli allievi e quanti potenziali talenti si potrebbero spegnere. Premiamo il coraggio di fare la danza, il coraggio di mettere a nudo tutto il nostro essere al giudizio degli altri. Tra due esseri umani che comunicano attraverso l’arte c’è un filo così luminoso, meraviglioso ed intrigante, ma anche così sottile, precario, delicato che può creare al contempo tanto valore ma anche tanta solitudine. Sarebbe importante vedere l’insegnamento come un fatto sociale, un mezzo per comunicare con il gesta ciò che la parola non può dire e mettere la danza al servizio di tutti, anche di coloro che fisicamente sembra non possano averla. La verità è che la danza non è per tutti ma è di tutti, ma facciamo che veramente sia di tutti, non dando illusioni di professionismo come danzatori, ma aiutandoli a capire in che modo possano realizzarsi dignitosamente, magari sempre nel settore della danza, non con le doti fisiche ma con quelle artistiche ed intellettuali in questa società in cui i giovani non riescono a trovare dei riferimenti, dei valori e la loro identità aiutiamoli con l’arte a non guardare fuori, a non subire il giudizio della società consumistica, non compatibile con la danza, non pensare di usare la danza per arricchirsi, la vera arte non scende a compromessi, ma semplicemente a guardarsi dentro e ad estroflettere quella ricchezza, quella infinita unicità che è dentro ognuno di noi ed a loro volta metterla al servizio degli altri. Proprio per questa unicità dell’essere umano le correzioni ed i consigli del maestro devono essere personalizzati per ognuno degli allievi, non si può generalizzare nulla: è questa la meraviglia dell’arte coreutica. La danza, al di là se si esercita o meno la professione, insegna a vivere, cura l’anima, dà ai giovani un riferimento importante, un’attrazione che li può distoglire dal perdersi. Nel seminare la nostra arte possiamo raccogliere grandi frutti, sia al livello artistico che a livello umano e senza dubbio lasciamo dei segni indelebili nelle loro anime. Facciamo in modo che siano luminose.

Manoela Caracciolo
Docente di Tecnica Accademica

venerdì 30 novembre 2012

La Compagnia Sosta Palmizi

La Compagnia Sosta Palmizi è stata una – e la più considerevole – tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia (1985)‚ e l’attuale Associazione‚ che vede alla sua guida due dei coreografi del gruppo iniziale‚ costituisce oggi un punto di riferimento artistico e pedagogico importante per le nuove generazioni di danzatori e coreografi. 
In vent’anni‚ Giordano e Rossi hanno dato vita‚ con instancabile spirito di ricerca e inconfondibile stile personale maturato nel tempo‚ a creazioni largamente apprezzate non solo nel nostro Paese e‚ con senso di responsabilità e sacrificio personale‚ si sono impegnati anche nella formazione‚ nel sostegno e nella promozione di giovani artisti. 
Il loro ventennale lavoro ha contribuito e contribuisce‚ in maniera più che consistente e peculiare‚ alla costituzione e alla solidità della spina dorsale della danza italiana dei nostri giorni.“
Eugenia Casini Ropa

E proprio questa sera al Teatro Vascello andrà in scena fino al 2 dicembre il nuovo spettacolo Scarpe, di Giorgio Rossi, che unisce danza contemporanea e nouveau cirque, in cui delicati passi di danza s’intrecciano a spettacolari acrobazie aeree e a terra generando l’atmosfera magica delle fiabe.
Tema proprio "la scarpa" come parabola poetica dell’esperienza vissuta e della memoria collettiva e individuale.
L’idea nasce da un progetto realizzato in una fiera del “made in Italy” in Russia nel 2007 intitolato Steps dello stesso Giorgio Rossi. Abbandonato l’ambito commerciale che incorniciava lo spettacolo, la scarpa diventa il mezzo per raccontare l’italianità.
Il Teatro Vascello ha ospitato durante questa settimana la Compagnia Sosta Palmizi con altri spettacoli come Just another normal day di Francesco Isgrò il quale riflette l’intenZione di dare forma alla fantasia dell’essere umano, una messa in scena di quello spazio d’immaginazione che risiede dentro ognuno di noi; e Alma ultimo solo di Giorgio Rossi il quale lavoro verte sul contrasto e l’opposto che è in noi e il desiderio di reagire a questa inesorabile condizione.
Ricordiamo, inoltre, che domani si svolgerà l’ultima giornata di laboratorio a cura di Giorgio Rossi dalle ore 16.00 alle ore 18.30.
Il lavoro si propone di indagare gli aspetti più deliranti e poetici della comicità fisica cioè quei gesti e quei suoni che nel clown, ma sarebbe più giusto dire nell’essere umano, sono in continuo divenire.
Giorgio Rossi parte dall’idea che la cosa più importante da insegnare sia la capacità di improvvisare nell’ascolto profondo, di quel che sta attorno; da lì costruire la propria opera, come in realtà hanno sempre fatto gli artisti di tutte le diverse discipline dell’arte. La mimesi è uno strumento importante nel suo modo di insegnare, un approccio alla vita scenica che si basa sulla sensibilità infantile che ognuno di noi ha.
Segnaliamo questa esperienza artistica.
Arianna Mandolesi
Allieva del Triennio Contemporaneo
Accademia Nazionale di Danza
Vincitrice della borsa di collaborazione presso 
la Biblioteca Nazionale di Danza

Il promo dello spettacolo

Il link della compagnia


mercoledì 28 novembre 2012

Orchestica

Pubblichiamo un testo, gentilmente inviato da Lara Borghini, docente di tecnica contemporanea presso il Liceo Coreutico "Alfano I" di Salerno, sull'Orchestica di Jia Ruskaja, sicuramente di ausilio agli studenti/studiosi dell'Accademia Nazionale di Danza, ma anche per tutti coloro che vogliono sapere qualcosa in più sulla fondatrice dell'Accademia Nazionale di Danza e sul suo sistema didattico. 



L’ORCHESTICA

In Europa la danza nacque alla fine del secondo millennio avanti Cristo, precisamente in Grecia. La cultura greca operò una sintesi di quanto si era prodotto fino ad allora presso le altre civiltà conosciute: dall'Egitto all'India, alla Cina. Gli artisti greci ereditarono tecnica, stile, idee dalle altre nazioni mediterranee. Però, al di là di queste influenze, essi crearono quel canone classico, che decise il destino dell'arte occidentale, per oltre duemila anni e influenzò altresì l'arte dell'Oriente di religione buddista.
Va comunque evidenziato che la fusione inventata, prodotta dai Greci, utilizzando i vari elementi coreutici di importazione, fu caratterizzata da quel concetto di perfezione tipica della cultura ellenica. Fu così costruita una danza immediatamente in linea col supremo ideale di armonia, intesa come equilibrio permanente di spirito e corpo. Per i Greci la danza costituiva una sorta di unità lirica, assieme a musica e poesia. In base al contenuto delle varie danze, di impostazione divina e di finalizzazione ginnico-militare, gli studiosi ne hanno delineato due filoni: danza orchestica e danza palestrica.
Con il termine Orchestica gli antichi greci indicavano un'azione scenica complessa che comprendeva musica, poesia e danza; attualmente è usato come sinonimo di "arte della danza". Presso l'Accademia Nazionale di Danza italiana, che ha sede a Roma, all'epoca della direzione della sua fondatrice Jia Ruskaja (tra il 1948 e il 1970), veniva chiamata Orchestica una delle discipline di studio allora in uso, una sorta di danza libera, di ispirazione duncaniana e dalcroziana  ideata dalla stessa Ruskaja, che veniva  affiancata allo studio della Tecnica Accademica.

Jia Ruskaja, “Io la Russa”, giunse in Italia nel 1918 ed iniziò la sua attività di danzatrice creando un suo peculiare stile “classico” ispirato alla Grecia antica, cultura dalla quale restò profondamente affascinata. Studiò la pittura parietale greca e romana, le sculture ellenistiche del Museo Nazionale di Taranto e Siracusa.  “L’amore per la danza mi ha suggerito di accostarmi a tutte le arti, cercando di intenderne il ritmo, ovvero la poesia delle forme”. Così creò l’Orchestica, sistema didattico e spettacolare, indirizzato soprattutto allo studio dell’armonia del movimento ed allo sviluppo della sua musicalità. L’opera è costituita da un susseguirsi di brevi brani, fusione di varie culture, frammenti di stati d’animo, che intendono riportare, in perfetta euritmia, i movimenti di tutti i segmenti del corpo alla spontaneità ed alla naturalezza assoluta.
L’intento è il raggiungimento della perfetta fusione psico-fisica che affina la sensibilità artistica individuale e anticipa le massime espressioni coreutiche moderne. I costumi originali, erano delle tuniche greche, in due pezzi, il primo più corto con drappeggi ed una lunga gonna, che, nel movimento, creava suggestivi effetti di integrazione con la natura. Il tutto eseguito su un palcoscenico all’aperto al soffiare del vento. Le musiche appositamente create per la coreografia erano principalmente dei pianisti di allora: Caporaloni, Mastroianni, Lana, altre erano adattamenti di alcuni brani di Brahms, Chopin, Schubert, Shuman e Rachmaninov. 
La coreografia era così strutturata: una danzatrice dopo l’altra entrava con dei grandi salti “grand jetè” e muovendosi in modo circolare nello spazio, creava un disegno a semicerchio, riprendendo l’architettura di un teatro greco. I corpi assumevano  una particolare posizione concava, quasi una interiorizzazione di ricerca del proprio centro fisico ed emozionale, tema molto attuale nella tecnica classica e contemporanea. Nell’esaltazione della femminilità, iniziava il secondo brano, caratterizzato dai lavori della donna in particolare il filare della lana, stilizzati magistralmente in un morbido movimento delle anche ed in una serpentina articolazione delle dita della mano. Seguiva un brano che creava le forme pittoriche degli antichi vasi greci, linee ovali, figure piatte senza profondità di immagine, con i volti rigorosamente di profilo. Nel quarto movimento le danzatrici si disponevano in file parallele, usando tutto lo spazio, in un passaggio continuo dalla tensione al rilassamento, fino ad arrivare ad un’improvvisa mancanza di energia, conclusa con una caduta finale. Seguivano suggestivi esercizi di braccia, che, nella loro apparente semplicità, racchiudevano uno studio molto approfondito di purezza di linee, dando la possibilità all’artista di esprimersi attraverso lo sguardo con tutto il corpo, rendendo unico e vero il movimento. L’integrazione con la natura era resa possibile dalla sensibilizzazione della mano che  “accarezzava” l’aria, l’effetto del vento sulle tuniche e sui lunghi capelli delle danzatrici.  Movimenti di isolamento della testa e del collo, con le braccia e le mani intorno ad essa, per formarne una cornice, ricordavano la cultura araba. Inoltre esercizi a terra, di contrapposizione di forze, che anticiperanno le spirali della Tecnica Contemporanea, ed a seguire brani sui vari ritmi musicali di tempo e controtempo , con battute di mano a carattere spagnoleggiante. I successivi valzer, eseguiti in cerchi concentrici, con effetti coreografici di movimenti contrapposti ,creavano una rottura con il classico, pur mantenendo salde le sue basi, come aveva fatto la Duncan. Era la volta della rappresentazione del guerriero greco romano: le danzatrici armavano il loro corpo con le braccia, raffiguranti l’elmo e lo scudo, e procedevano in una forte serpentina con salti molto incisivi. 
Ritornando nel mondo femminile seguiva una “graziosa” rappresentazione della vestizione e del trucco, con vezzosi movimenti di mani che assumevano le forme dei fiori, su di un corpo morbido ed ancheggiante. La danza della liberazione delle schiave era una drammatica e forte interpretazione, ad alto contenuto artistico, che spettava , allora, solo alle 4 soliste, poste in diagonale,  su musica di Rachmaninov. Il finale era la rappresentazione della speranza. I corpi così allungati erano proiettati nello spazio, con una semplice camminata, che si velocizzava con l’incalzare musicale, fino a diventare una corsa nel vento. Si integrava perfettamente con la natura e, nell’anfiteatro, creava un effetto spettacolare e suggestivo quando si avvolgeva in un disegno spirale  e, come un vortice di vento,  si andava a quietare  fino a fermarsi completamente . Le numerose danzatrici assumevano, a quel punto, posizioni ispirate alla “figurina sottile di danzatrice”, opera nel Museo Nazionale di Taranto. Il vortice, lentamente, riprendeva la sua energia, si dipanava come una matassa e, riprendendo il suo flusso, spariva nella quinta. Attualmente l’ Orchestica  è diventata materia di studio presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.
Lara Borghini













Omaggio a José Sasportes

Riprendiamo l'attività del blog dopo una, lo ammettiamo, lunghissima pausa, che però è stata una pausa di lavoro, ideazione e realizzazione di nuovi progetti. 
Presto verrete a conoscenza di tutte le attività che stiamo organizzando, intanto, vi diamo subito importanti notizie:

Omaggio a José Sasportes il 5 dicembre 2012, alle ore 16, 30, presso la Biblioteca Vallicelliana, qui di seguito il comunicato stampa:


Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza /Italian Association for Dance Research
COMUNICATO STAMPA

Omaggio a José Sasportes
celebrando la danza italiana


Il 5 dicembre 2012, alle ore 16.30, presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma, Piazza della Chiesa Nuova, 18, II piano,
si terranno i festeggiamenti del 75° anniversario dello studioso di danza 
José Sasportes 


Silvia Carandini presenterà il volume
Passi, tracce, percorsi. Scritti sulla danza italiana (Edizioni Aracne, Roma)
a cura di Alessandro Pontremoli e Patrizia Veroli 


Seguirà il concerto 
Les Fleurs animées. Pagine musicali dai balletti italiani dell’Ottocento
“Ensemble con strumenti classici de Il Teatro della Memoria”
Giancarlo Ceccacci (violino)
Federico Marincola (chitarra)
Angela Paletta (oboe)
Andrea Toschi (fagotto e concertazione)
Musiche di Cesare Pugni, Paolo Giorza, Peter Ludwig Hertel e Costantino Dall’Argine 


Francesca Beatrice Vista presenterà la mostra
Passo dopo passo. Walter Toscanini e la danza italiana 
(Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)
a cura di Francesca Falcone e Patrizia Veroli 
La mostra, allestita nel Salone Borromini, resterà aperta dal 5 al 21 dicembre 2012
 (lunedì- sabato, ore 9-13)


La manifestazione 
Omaggio a José Sasportes, celebrando la danza italiana 
si chiuderà alle ore 19.00


giovedì 20 settembre 2012

Orari Biblioteca

Informiamo che, dopo la pausa estiva, la Biblioteca riaprirà nel mese di ottobre con un orario ridotto:
lunedì, mercoledì, venerdì dalle 10:30 alle 13:00.

Il consueto orario (lunedì, mercoledì dalle 10:00 alle 16:00 e il venerdì dalle 11:00 alle 17:00) riprenderà a partire da novembre.

venerdì 3 agosto 2012

Attivata la prima borsa di studio intitolata a Pina Bausch

Siamo lieti di annunciare che è stata attivata e assegnata la prima borsa di studio in ambito coreutico dedicata a Pina Bausch, Direttore Onorario dell'Accademia Nazionale di Danza, frutto della collaborazione tra la Fondazione Giorgio Cini di Venezia e l'Accademia Nazionale di Danza. La borsa, assegnata a un allievo dell'Accademia selezionato in base al curriculum e al progetto scientifico presentato, consente di trascorrere un mese a Venezia, presso il Centro Vittore Branca, per effettuare le ricerche nel Centro Studi per la Ricerca Documentale sul Teatro e il Melodramma Europeo della Fondazione.
La prima borsa è stata assegnata a Michela Gentili, laureata al Biennio specialistico in coreografia presso l'Accademia Nazionale di Danza, la quale ha presentato il progetto Venezia: tra Oriente e Occidente, che ha l'intento di approfondire il legame tra la cultura e l'arte coreutica occidentale e quella orientale nelle biblioteche e negli archivi della Fondazione Giorgio Cini.

Per ulteriori informazioni: teatromelodramma@cini.it


Il link al sito della Fondazione Cini: Fondazione Cini

venerdì 13 luglio 2012

Premio Roma trasmesso da Rai 1



Dal 1° al 5 luglio 2012 si è svolta la XI edizione del Premio Roma Danza, Concorso Internazionale Danza,  presso il Teatro Grande dell'Accademia Nazionale di Danza. La giuria, quest'anno, era presieduta da Boris Akimov, direttore artistico del Bolshoi Ballet dal 2000 al 2003.

Dal 1° al 4 luglio si sono susseguite le diverse fasi del Concorso, il 5 luglio si è svolta, invece, la serata di Gala, che anche quest'anno, come negli anni passati, sarà trasmessa da Rai 1 in seconda serata, martedì 14 agosto.


Per maggiori informazioni:
http://www.concorsointernazionaledanza.it

lunedì 18 giugno 2012

In attesa della "Serata"...

Rettifichiamo il post precedente, specificando che la prova aperta ai genitori si svolgerà unicamente il 23 giugno, senza l'obbligo di prenotazione posti.
Inoltre, in attesa e in vista della stagione degli spettacoli, che prenderanno avvio dal 25 giugno presso il Teatro Grande dell'Accademia Nazionale di Danza, durante i quali saranno proposti anche estratti dal balletto Don Chisciotte, pubblichiamo una serie di fotografie di due allievi dell'Accademia Nazionale di Danza. Lucrezia Serafini e Giacomo Luci, rispettivamente del 7° corso ad indirizzo classico e dell’8° corso ad indirizzo classico, si sono esibiti proprio in un passo a due tratto dal balletto Don Chisciotte, durante il XVIII Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, svoltosi dal 9 maggio al 4 giugno, 2012presso il Teatro Greco di Akrai, a Palazzolo Acreide, .

Riportiamo, inoltre, la notizia che Giacomo Luci si è classificato terzo al Korea International Ballet Competition aggiungendo all'informazione, i complimenti e i migliori auguri per la sua futura carriera.












Foto di Gianni Luigi Carnera, Studio "Zoom", Siracusa, 2012.

mercoledì 13 giugno 2012

"Serata", spettacolo di fine anno dell'AND


Si svolgerà presso il TEATRO GRANDE dell’Accademia Nazionale di Danza, alle ore 21.00, lo spettacolo di fine anno, Serata. 
Vi proponiamo qui di seguito il  calendario degli spettacoli e le modalità per assistervi:
                                                                  
Giovedì 21 giugno  Prova aperta genitori - Ingresso libero 
Venerdì  22 giugno  Prova aperta genitori - Ingresso libero 
Sabato 23  giugno  Prova aperta genitori - Ingresso libero 

Domenica 24 giugno   PAUSA 

Lunedì 25 giugno  Prima rappresentazione 
RISERVATO  INVITATI ACCADEMIA  

Martedì 26 giugno  Spettacolo CARITAS* 

Mercoledì 27 giugno  Spettacolo - prenotazione posti obbligatoria 
Giovedì 28 giugno  Spettacolo - prenotazione posti obbligatoria 
Venerdì 29 giugno  Spettacolo - prenotazione posti obbligatoria


Le prove aperte ai genitori sono SENZA PRENOTAZIONE DEI POSTI 

La Prima del 25 giugno è  STRETTAMENTE RISERVATA PER  INVITATI  AND

*La Serata del 26 giugno è  di beneficenza per la Caritas Roma (info: 06/88815120) 

Le altre serate (27-30giugno) sono ad ingresso gratuito CON PRENOTAZIONE DEI POSTI solo ed esclusivamente alla mail promozione@accademianazionaledanza.it
Nella mail di prenotazione va indicato:
- il nominativo di riferimento
- la serata alla quale si vuole assistere
- il numero dei posti che vengono richiesti.
               
I biglietti potranno essere ritirati dalle ore 20 della serata di spettacolo.

venerdì 1 giugno 2012

Biennale di Venezia 2012

Mercoledì 30 maggio, presso l'Ex Chiesa di Santa Marta, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dei programmi di: 8. Festival Internazionale di Danza Contemporanea; Laboratorio internazionale di Arti Sceniche; 56. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Durante l'incontro sono intervenuti il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta; Ismael Ivo, Direttore del Settore Danza;  Àlex Regola, Direttore del Settore Teatro; Ivan Fedele, Direttore del Settore Musica.
Paolo Baratta ha sottolineato che le finalità che la Biennale vuol perseguire sono di offrire alle giovani generazioni di artisti opportunità formative, tramite laboratori, e sostenere, con aiuti diretti, la realizzazione di "opere prime" o di "primi impegni artistici". Sono finalità che concorrono al progetto Biennale College, che ha fatto i primi passi con la Danza e che via via interesserà tutti i settori della Biennale.
Una novità che nasce nel 2012 è "Quarto palcoscenico" (Fourth stage), ovvero un'area web che trasmetterà parte o versione integrale dei programmi, colloqui, interviste, masterclass, momenti formativi, incontri con coreografi, musicisti e artisti di teatro. Una scena virtuale, quindi, che verrà inaugurata con l'intervento di Pierre Boulez, che quest'anno riceverà il Leone d'oro insieme ad altri due grandi, Sylvie Guillem e Luca Ronconi.

Nello specifico per quanto riguarda la danza, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea si svolgerà dall'8 al 24 giugno 2012 e sarà inaugurato con l'installazione coreografica Biblioteca del corpo di Ismael Ivo, eseguito da 25 giovani danzatori dell'Arsenale della Danza. Il Festival prosegue con la Marathon of the Unexpected, uno spazio dedicato a venti lavori inediti selezionati tramite un bando, e con spettacoli, performance, installazioni, conferenze, laboratori, masterclass. 

Per tutte le informazioni: La Biennale di venezia
http://www.labiennale.org


giovedì 24 maggio 2012

Addio a Renata Ambrosoli

Lutto nel mondo della cultura e della danza in particolare, è morta Renata Orso Ambrosoli.Nata a Rivarolo Ligure in provincia di Genova il 13 agosto 1915, Renata Orso Ambrosoli si è spenta la scorsa notte a Roma, come riporta il sito positanonews.it in data 22 maggio. Nota come fondatrice del Premio danza Positano, durante la sua lunga carriera ha collaborato con importanti istituzioni come l’Accademia Nazionale di Danza, il Teatro Club di Roma, il Teatro Stabile di Torino, l’ENDAS e poi come direttore artistico di Pentagono Produzioni Associate e del Circuito Danza Lazio. Come attrice l’abbiamo vista sugli schermi nel ruolo di zia Adelina nel film di Paolo VirzìCaterina va in città, e nel 2007 ha pubblicato la sua autobiografia Il Castello dei Sogni. Storia di una donna sempliceAlberto Testa su giornaledelladanza.com il 23 maggio 2012 ha dichiarato: “Nel 1964 ella diede vita a Positano ad un riconoscimento detto “Scarpetta d’Argento” che non ebbe repliche per mancanza di consistenza negli anni successivi. Nel 1969 mi volle suggerire un suo pensiero: che sarebbe stato opportuno riprendere l’idea di un premio sulla danza a Positano. Tutto rimase allo stato di idea ma poi furono  i notabili della città della Costiera ad offrirmene la Fondazione e la Direzione Artistica. Cosa che io feci avvalendomi della collaborazione della Ambrosoli, portando avanti per 40 anni da unico esperto gli sviluppi. Praticamente diedi forma e sostanza con tutte le regole del caso ad una manifestazione che crebbe nel tempo diventando famosa e diffondendone il nome nel mondo.”



venerdì 4 maggio 2012

Librindanza



Pubblichiamo qui di seguito il volantino della manifestazione Librindanza, che parte sabato 5 maggio e si inserisce nell'ambito della campagna Il maggio dei libri 2012. La manifestazione, promossa dall'Accademia Nazionale di Danza (AND) in unione alla Biblioteca dell'Accademia Nazionale di Danza, si suddivide in cinque incontri, che si svolgeranno nel teatro Ruskaja dell'AND durante il mese di maggio. 











mercoledì 4 aprile 2012

Chiusura Biblioteca per Festività di Pasqua


La Biblioteca dell’Accademia Nazionale di Danza augura a tutti Buone Vacanze Pasquali e coglie l’occasione per informare gli utenti che la Biblioteca sarà chiusa da giovedì 5 aprile 2012 a martedì 10 aprile 2012.

La Biblioteca riaprirà il giorno mercoledì 11 aprile 2012 dalle ore 14,30.

venerdì 30 marzo 2012

Siti utili per le ricerche


Grazie alla Prof.ssa Natalia Gozzano che ci ha segnalato tutti gli indirizzi web, pubblichiamo qui di seguito una serie di link che possono essere utili per ricerche, tesine, tesi o approfondimenti. Tutti gli indirizzi web sono anche inseriti nella sezione Siti da noi consigliati in basso a sinistra del blog.

Biblioteche

Centri - Scuole di danza
CND http://www.cnd.fr/agenda
CNSMD http://www.cnsmdp.fr
P.A.R.T.S http://www.parts.be/
.codarts http://www.codarts.nl/EN/dance/
Artesis Hogeschool Antwerpen - Koninklijk Conservatorium -  http://www.artesis.be/conservatorium/
Theaterschool: Amsterdam Master of Choreography http://www.ahk.nl/theaterschool/opleidingen-dans

Centri di ricerca
Research in Dance Education http://www.tandf.co.uk/journals/RID
:: Archivo Virtual de Artes Escénicas :: http://artesescenicas.uclm.es/index.php

Immagini
Danse - L'Histoire par l'image http://www.histoire-image.org/site/rech/resultat.php?mots_cles=danse
Mark Harden's Artchive: "Artchive" http://artchive.com/ftp_site.htm

Ricerca
Digital Collections (Getty Research Institute) http://www.getty.edu/research/tools

mercoledì 21 marzo 2012

"Tiritera" il primo giorno di primavera

Vi offriamo oggi, con l'inizio della primavera, una poesia scherzosa, con qualche "errore" voluto, che era stata pubblicata in occasione dell'apertura dei nuovi corsi di danza alla R. Scuola di Danza di Jia Ruskaja su "Il Travaso delle idee" del 13 ottobre 1940.

Tiritera 
di Accio d'Empoli

Nuova una Scuola iniziasi,
e avrà le allieve a mille
chè per le danze classiche
s'infiamman le donzille.
Son tutte giovanissime,
alcune solo impuberi;
se al mestier non aspirano
ci sono i "corsi luberi".
Per tal ragione, iscriversi
non è cosa malvagia;
è una Scuola magnifica,
non privata ma Ragia.
Vi giuro (fra parentesi:
non sono mica un ciuco)
fra i direttori artistici
c'è pure Silvio d'Amuco,
che ad ogni allieva idonea,
è logico io presuma,
consegnerà, quel critico
illustre, il suo dipluma.
Sbaglian quei che suppongono
che, varcata la soglia
della Scuola, s'imparino 
la polca e la quadroglia,
nè tampoco con scandalo
nessuno gli occhi torca:
non vi s'insegna il valzere
e neppur la mazorca
ma solo danze eclettiche,
e a dire anche mi spingo
che proclamati inutili
saran la rumba e il tingo.
Avanti dunque: musica!
e delle danze i giudici
a dar lezioni inizino
con lena, il giorno sudici!
Ond'io vedo Tersicore
(quando no ho la sbronza)
che, in languida attitudine,
al suon dell'arpa donza!

lunedì 12 marzo 2012

Lettera ai danzatori



Lettera ai danzatori - ringraziamo la Professoressa di Tecnica della danza Manoela Caracciolo per averci inviato il suo testo scritto  in omaggio ai danzatori. 

La danza, questa compagna di vita, l’arte che cattura chiunque la avvicini. La danza pronunciata in lingua italiana, con la zeta dura, ha l’effetto di un vibrante colpo di piatti musicali o del colpo di tacco di un ballerino sul palcoscenico, tanto è forte , nell’immaginario consolidato, la fisicità e la carica emotiva che la connota.

Si serve di un linguaggio universale, ha un impatto diretto con lo spettatore, come il neonato con la gestualità della madre.

Prende l’interlocutore attraverso i suoi sensi, attraverso l’anima, non con le strutture logiche, non ha bisogno di traduttori, ma soltanto di una buona sensibilità estetica individuale.

Per questo la danza è forse la forma d’arte più antica del mondo in ogni sua latitudine e longitudine, perché poteva rappresentare all’occorrenza storica l’invocazione della divinità protettrice dei defunti, sino alla ritualizzazione raffinata della celebrazione di feste sociali di qualunque genere, non escluse le semplici manifestazioni del potere religioso e politico.

La danza è quest’arte meravigliosa in cui corpo e anima si fondono completamente, per sentire e per trasmettere le emozioni più intime e più nascoste dell’essere umano.

Infatti, è l’unica arte il cui strumento di espressione è il corpo umano, e questo corpo, questo strumento viene plasmato attraverso uno studio costante durissimo, doloroso, quasi innaturale, per raggiungere la sublimazione, la fusione con l’anima.

E quando si crede di averla raggiunta, ti sfugge e ricominci e bisogna studiare, sempre e ancora.

Quando percepisci che l’anima vuole esprimersi, spesso la tecnica del corpo non risponde e viceversa.

Questa fusione che è effimera, irraggiungibile, sfuggente come la felicità, negli attimi in cui si fa sentire diventa totale, infinita con un atto d’amore, una donazione, e poi rifugge e si ricomincia a cercarla.

E’ questa la complessità e l’unicità di quest’arte tersicorea, che nell’opera lirica non è protagonista assoluta, come è abituata ad essere nei balletti di repertorio classico e contemporaneo, ma cammina a fianco della sua amica musica, così vicina, così lontana, così semplice e così indispensabile.

Musica e Danza, infatti, si completano a vicenda: la danza è la visualizzazione della musica.

La musica nasce dentro l’anima del danzatore, infatti, ogni gesto o movimento di danza non ha significato se non parte da una musicalità interiore del corpo, quasi una proiezione del battito cardiaco e del ritmo respiratorio.

La musica e la danza hanno due linguaggi diversi, due tecniche diverse, due terminologie diverse, ma si possono fondere in un’unica armonia, quasi siano indispensabili l’una all’altra.

La musica è il respiro della danza, si può danzare senza musica, cioè senza sentire la musica, ma Lei c’è, perché si percepisce dal movimento di danza anche nel silenzio più totale.

Nell’opera lirica si unisce ance l’arte del canto, fino ad arrivare al teatro- danza, dove si uniscono un po’ tutte le diverse arti visive e sonore.

La prima forma di arte in assoluto è la natura, l’arte divina in cui ogni artista sente l’esigenza di alimentarli per realizzare la propria creatività.

La vita stessa, poi, attraverso la sofferenza ed il dolore, sensibilizza e sublima la capacità dell’artista di donare se stesso e di raggiungere quella comunione interiore con lo spettatore, cercando quel piccolo spiraglio che porta direttamente all’anima, che ognuno di noi possiede senza saperlo o tiene nascosto.

L’arte non bacia tutti gli esseri umani, ma solo pochi eletti e l’arte della danza è ancora più selettiva, in quanto strumento di espressione, il corpo, deve anche rispondere a certi requisiti fisici.

Ogni persona però può rendere omaggio all’arte, in quanto artefice della propria vita, e ognuno di noi può fare della sua vita un capolavoro, una danza.



lunedì 5 marzo 2012

Presentazione del libro della Professoressa Flavia Pappacena

Giovedì 1 marzo nell'ambito del ciclo di incontri letterari I Giovedì di Santa Marta è stato presentato il volume di Flavia Pappacena La danza classica. Le origini pubblicato dalla casa editrice Laterza nel 2009. L'incontro si è aperto con i saluti del Dott. Maurizio Fallace, Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d'Autore; è stato introdotto dal Direttore dell'Accademia Nazionale di Danza, M° Margherita Parrilla, coordinato dal Prof. Giuseppe Benelli e completato dagli interventi  dei Professori Silvia Carandini, Alessandro Pontremoli e l'autrice del libro Flavia Pappacena. 
Durante la presentazione la danzatrice Gloria Giordano ha eseguito l’assolo Sarabande pour femme di Le Bourgeois gentilhomme - Le ballet des nations (1700) mentre due allievi dell'Accademia Nazionale di Danza hanno interpretato un pas de deux del balletto I Contadini tirolesi (1810), eseguito su musica originale suonata da Andrea Fossà e Fabio Refrigeri, Maestri della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. 
All'evento hanno partecipato ospiti illustri provenienti dal mondo della danza e il pubblico degli appassionati del balletto.













venerdì 17 febbraio 2012

Ospiti d'eccellenza al Teatro Ruskaja


   Piccolo festival
“Danza con me”
VI edizione

Da sabato 3 marzo a sabato 5 maggio 2012
ore 18.00

Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza
Largo Arrigo VII, 5 Roma
Giunge alla sua VI edizione “Danza con me”, il Piccolo Festival dell’Accademia Nazionale di Danza diretta da Margherita Parrilla, dedicato quest’anno a un viaggio tra i diversi stili, tecniche e linguaggi artistici del balletto. Gli appuntamenti – come di consuetudine al Teatro Ruskaja dell’Accademia – sono alle ore 18.00 del sabato e si snoderanno dal 3 marzo al 5 maggio 2012 con una pausa per la festività pasquale che riguarderà sabato 7 aprile.
Da sabato 3 a sabato 31 marzo il pubblico di “Danza con me” affronterà un vero e proprio viaggio fra i generi, ossia le “radici” della danza, a cura di Rossella Battisti. Un percorso negli stili di tutto il mondo che si intrecciano alla storia dei popoli e delle nazioni. Per l’occasione, infatti, saranno ospitati Maestri di livello internazionale che porteranno una loro performance dimostrativa per mostrare tecniche e virtuosismi di ogni genere.
Inoltre, nella settimana immediatamente precedente all’inizio del Festival i Maestri ospiti terranno un workshop con gli allievi dell’Accademia.
Ad aprire la rassegna sarà il 3 marzo Pas de Deux di Vladimir Derevianko, coreografo e danzatore russo dalla tecnica formidabile considerato per le sue qualità interpretative uno dei personaggi più interessanti del nostro tempo. Appuntamento il 10 marzo con il Tip Tap rivisitato in chiave moderna dal maestro Luigi Grosso. In occasione dell’omaggio al maestro scomparso Bob Curtis, il 17 marzo protagonista sarà l’afrodance: direttamente dall’Africa saranno ospiti i maestri Aly Kerembe e Ousmane Koné del Dipartimento di Danza Contemporanea del Conservatorio di Bamako (Mali) e del Donko Seko Espace diretto da Kettly Noell con i quali l’AND è impegnata per uno scambio culturale. A seguire il 24 marzo la danza di carattere (folcloristica) firmata da una delle fautrici del genere, la coreografa russa Ioulia Sofina e il 31 chiude questa prima parte della rassegna il grande genere del musical a cura di Saverio Marconi.
Dopo la pausa pasquale il Festival prosegue con “Crashing Test”: tre incontri in programma curati da Rossella Battisti e Carla Marignetti, in cui i protagonisti saranno i giovani talenti della coreografia italiana. Allievi, free lance, nomi ancora poco noti lanciano la loro sfida al pubblico e proprio come avviene per i prototipi delle auto con la prova dell’urto (il cosiddetto crash), verificano la tenuta sulla scena dei loro lavori. 

 “Crashing Test” offrirà, infatti, a questi coreografi un’opportunità unica nella scena capitolina: un palcoscenico, un pubblico eterogeneo di appassionati e visibilità. Uno spazio per le future stelle della coreografia contemporanea che l’Accademia mette in luce  come luogo di creatività, di ricerca e sperimentazione.

 “Danza con me” si chiuderà sabato 5 maggio con “Trailer And”, l’appuntamento che presenta gli eventi estivi dell’Accademia Nazionale di Danza.

 

Info:
Accademia Nazionale di Danza tel 06 5717621 

Ufficio stampa:
Agnese De Donato  tel 06 37351705  333.5297324   agnesededo@fastwebnet.it

mercoledì 8 febbraio 2012

Dal Conservatorio Nicola Sala di Benevento i ringraziamenti di Antonella Moles


Un Progetto sulle Danze Storiche è stato avviato nell'Anno Accademico passato presso il Conservatorio Nicola Sala dove insegno Clavicembalo e Musica d'Insieme per Strumenti Antichi grazie alla disponibilità della Prof.ssa Claudia Celi: un incontro di 2 giorni in cui , attraverso una breve introduzione storica , esemplificazioni video e soprattutto la partecipazione attiva di allievi e colleghi ad esercitazioni dal vivo, ha entusiasmato e valorizzato lo studio sulle forme di danza che il repertorio clavicembalistico impone sin dall'inizio della pratica strumentale.
Mi corre l'obbligo di ringraziare, innanzitutto, la collaborazione della collega Adriana Accardo che l'anno scorso aveva preparato, con musica proposta dalla prof.ssa Celi un gruppo vocale. Maestri e allievi , non solo cembalisti, che si sono cimentati nel verificare l’accompagnamento del "passo ballato" e che si sono prestati ad essere esecutori e danzatori : una esperienza che a gran voce tutti hanno chiesto di replicare quest'anno , possibilmente con "veri studenti danzatori".
Così è nata l'ipotesi di effettuare una visita al Corso di Danze Storiche in Accademia dove la prof. Celi avrebbe potuto ospitarci.
Ringrazio vivamente il Direttore di Benevento M° Maria Gabriella Della Sala, e il Direttore dell'Accademia Nazionale di Danza, M° Margherita Parrilla, per aver reso possibile il gemellaggio tra le nostre classi.
Una giornata stimolante e formativa per i miei studenti che hanno accompagnato gli allievi di Claudia Celi in Pavane e Minuetti ed infine anche una piacevole, trascinante e attiva partecipazione ballata.
Per noi strumentisti l'esperienza di distinguere la danza da ballare e la forma stilizzata di danza come elaborate composizioni virtuose dove gli accenti dei "passi" sono pur sempre da riconoscere, accompagnando la costruzione di una coreografia ha vivificato il senso e la dimensione spaziale, corporea, della bella musica che normalmente studiamo solo come artistica idea sonora. Non ultimo il valore del contatto fra gli studenti delle due Istituzioni Afam impegnati a collaborare per obiettivi comuni esprimendo il massimo impegno con slancio.
Ringraziano gli studenti beneventani, e io in testa, anche la mia ritrovata compagna di studi clavicembalistici al Conservatorio di Roma Manuela Canali per la visita alla Biblioteca, e tutti gli Allievi dell'Accademia, nell'auspicio di future collaborazioni e progetti .

Un cordiale arrivederci
Antonella Moles,
docente al Nicola Sala di Benevento
di Clavicembalo e Musica d'Insieme per Strumenti Antichi